Conservo, tra i miei cimeli nerd, il controller originale della prima Xbox. Quello enorme, che sembrava pensato per le mani di Gianni Morandi e non certo per le dita di un ragazzo qualsiasi. Lo tengo lì, un po’ per nostalgia fine a sé stessa e un po’ come promemoria di quella Microsoft che entrò nel mondo delle console in maniera improvvisata, innovativa e provando a dire qualcosa di diverso nel settore di cui parliamo su GameCvlt.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: Xbox oggi sta per festeggiare i suoi 25 anni, i controller si sono ridotti e sono probabilmente i migliori per ergonomia. Microsoft – divisione gaming – è però in piena crisi di identità . “Fail fast”, si dice nel settore delle grandi piattaforme, ma la velocità con cui cambiano e falliscono le cose sta diventando davvero esagerata, anche per il colosso di Redmond.

Phil Spencer è andato in pensione a febbraio 2026, dopo dodici anni alla guida di Xbox. Sarah Bond lo ha seguito quasi immediatamente perché non più presidente in pectore. E al loro posto è arrivata Asha Sharma, che viene dall’intelligenza artificiale e dai business che oggi funzionano. Nelle prime settimane sta parlando di “grandi giochi”, di “ritorno alle radici” e con una serie di spoiler della prossima console di Microsoft. Un progetto che sembrava accantonato proprio con l’addio della Bond e invece non era affatto così. E quindi, durante la GDC 2026, Microsoft ha svelato Project Helix, nome in codice della prossima console Xbox. O prossimo “Pc Xbox”: una macchina pensata per far convivere, finalmente, mondi e pubblici diversi.
Tutto sommato le caratteristiche tecniche anticipate sono un po’ meno importanti del resto: un chip custom AMD Magnus, neural rendering, DirectX 13 e un salto generazionale nel ray tracing. Quello che davvero conta è il pensiero filosofico che sottende un’operazione culturale e commerciale.
Jason Ronald, VP della divisione next-gen di Xbox, ha confermato che i kit di sviluppo alpha partiranno verso gli studi nel corso del 2027, con un lancio al pubblico atteso tra la fine dello stesso anno e il 2028. Ma non sono date definitive: Microsoft pare aver imparato a sue spese il costo di promettere troppo. E lo shortage di ram non è sicuramente d’aiuto alla progettazione.

La direzione sembra chiara: Project Helix vuole essere un oggetto che fa giocare sia i tuoi giochi Xbox, sia quelli PC. Steam compreso. Epic Games Store e Gog compresi. Tutto dentro, tutto insieme, che sia su un divano o su una scrivania.
Sulla carta è una cosa che non si era mai vista. Nella pratica, vedremo. Tutto ciò si porta però dietro un sacco di domande. Xbox perderà l’abbonamento per il multiplayer? Microsoft avrà lo 0% dalla vendita di giochi su altre piattaforme? E il game pass? E i giochi dal day one? E su quale piattaforme li distribuirà? Mi gira già la testa.
Per capire perché Microsoft stia scommettendo su qualcosa di così radicale, è sufficiente guardare i dati degli ultimi anni. Xbox Series X|S ha venduto un terzo di console rispetto alla PS5: le stime più accreditate parlano di 30 milioni contro gli oltre 90 milioni totali raggiunti da Sony. I ricavi gaming di Microsoft sono calati del 9% nell’ultimo trimestre, le vendite hardware del 32%, e Game Pass – nonostante una crescita lenta e mai comunicata ufficialmente da Microsoft dopo il 2024 – avrebbe superato i 35 milioni di abbonati intorno alla metà del 2025, cifra ancora lontana dagli obiettivi dichiarati. Numeri che raccontano una storia precisa: l’era Spencer, quella del “non contiamo le console ma gli utenti” e che tutto è una Xbox, ha portato console ed ecosistema fuori dal perimetro tradizionale, ma non ha trovato un nuovo territorio e un nuovo pubblico abbastanza solido in cui radicarsi.
È difficile dire che sia stato un fallimento. Spencer ha riportato Xbox in carreggiata dopo il disastro di Xbox One, ha costruito un servizio come Game Pass che ha ridefinito la percezione del valore nel gaming, ha acquisito Activision Blizzard per 69 miliardi in un’operazione che ha ridisegnato i confini dell’industria. È diventato il più grande publisher, ha portato i suoi first party su Playstation per monetizzare immediatamente, ma ciò ha ridotto l’influenza nel mondo delle console dando a tutti le proprie migliori ip. E su questo ha vinto il conservatorismo di Sony: senza una console forte, senza un’identità hardware riconoscibile, senza giochi in esclusiva, è difficile convincere i giocatori a sceglierti come casa principale.

Chi ha vissuto l’epoca di Xbox 360 ricorda benissimo cosa significasse avere una piattaforma con un’identità fortissima: Halo, Gears of War, Forza, e poi l’indie gaming. Era una console che sapeva chi era, che non aveva bisogno di spiegarsi.
Il posizionamento sembra chiaro: Project Helix non competerà con PlayStation 6, che punta a un prezzo in perdita come sempre e forse intorno ai 600-700 dollari e a un’offerta tradizionale. Helix competerà con il PC gaming, con un prezzo stimato tra 999 e 1200 dollari, posizionandosi come macchina premium per chi vuole il meglio delle prestazioni senza scegliere tra console e PC. È una nicchia molto ambiziosa, e decisamente più difficile da abitare di quanto appaia.
Sta però arrivando altro, e in grande anticipo su tutti: Steam Machine di Valve vuole proprio entrare nei salotti, portando SteamOS su hardware da divano a un prezzo probabilmente molto più accessibile. C’è un ritardo rispetto allo shortage e probabilmente il prezzo non sarà contenuto. Nonostante questo però il segmento è lo stesso. Chi si contenderà lo spazio tra il PC e televisione del soggiorno?
Ciò che mi colpisce, guardando all’ecosistema Xbox di questi ultimi anni, è la difficoltà di raccontarsi con coerenza. Ogni volta che sembrava di aver trovato una voce, un posizionamento, una ragione d’essere, qualcosa cambiava: la strategia, i prezzi, le regole, la mission, il messaggio. Project Helix sarà l’occasione per smettere di cambiare pelle e abitarne finalmente una in modo stabile? Intanto però ci sono delle cose irrinunciabili che proprio Microsoft ha fatto diventare realta: il Quick Resume, la velocità di caricamento, la retrocompatibilità con quattro generazioni di Xbox, il Play anywhere.

Intanto avremo un grosso “accesso anticipato” a parte dell’esperienza con la nuova Xbox Mode per Windows 11, in distribuzione da aprile. Sarà un’esperienza innovativa o l’ennesimo software macchinoso come l’app Xbox su PC? Se Microsoft non riesce ad essere chiara, innovativa e portare un vero valore al suo ecosistema, difficilmente risolverà il problema più grande: convincere chi già ha un PC da gaming che la futura Project Helix vale il prezzo del biglietto. Lasciando le console Xbox, purtroppo, un lontano ricordo. Esattamente come il vecchio controller xbox gigante che ho in casa: un oggetto che guardo con affetto, ma che nessuno, oramai, userebbe più. La vera domanda è: e se tra dieci anni diremo la stessa cosa di tutto il resto?



