Chi non vorrebbe una sala arcade in casa? Certo, la possibilità di litigare con famiglia, partner o coinquilini per lo spazio è sempre dietro l’angolo, ma nel 2026 ci sono svariate soluzioni: tutte legittime, salvaspazio ed esteticamente eccellenti.
Negli anni Novanta e inizio Duemila, invece, c’era una sola strada per giocare allo stesso Metal Slug che trovavi dentro a una sala arcade: comprare un Neo Geo AES. Una home console che di “home” aveva poco, perché era come avere la stessa scheda dei cabinati sulla tv del salotto. Ai tempi costava uno sproposito e oggi è decisamente più rara di quasi qualsiasi altra console. Ed è proprio per questo: il mito e l’irraggiungibilità, che SNK ha deciso di fare nuovamente i conti con il passato. Dopo 35 anni torna sul mercato, distribuita da Plaion, la stessa console, rinnovata solo in un paio di elementi. Il form factor è uguale, il nome pure; ma il mercato intorno è cambiato radicalmente. È una storia più complessa di quanto sembri e – vi giuro – che non si tratta di sola nostalgia nerd.

Partiamo dai fatti. Il Neo Geo AES+ arriverà a novembre 2026. La versione standard costa 199,99 euro con uno stick arcade cablato; la Anniversary Edition (tutta bianca) 299,99 euro, con la cartuccia di Metal Slug inclusa e uno stick arcade versione bluetooth. Poi c’è il bundle per chi non vuole scendere a compromessi: Ultimate, a 899,99 euro. Include dieci giochi, due stick arcade e un controller. I titoli di lancio costano 79,99 euro l’uno su cartuccia fisica, la stessa cartuccia fisica che rende compatibile la console con gli originali degli anni Novanta. Sono presenti Metal Slug, Garou: Mark of the Wolves, The King of Fighters 2002, Pulstar, Shock Troopers, Samurai Shodown V Special, Big Tournament Golf, Twinkle Star Sprites, Magician Lord e Over Top. Sembra l’inizio di una roadmap ancora da svelare del tutto, e c’è chi dice addirittura che potrebbero essere sviluppati nuovi giochi proprio per questa console.
L’elemento tecnico che ha fatto rizzare le antenne all’intera comunità del retrogaming è uno solo: non si tratta di emulazione, non è FPGA come nell’Analogue Pocket. Sono stati sviluppati dei chip ASIC custom che replicano fisicamente il silicio originale, progettati apposta per fare esattamente quello che facevano i chip SNK del 1990.
Per chi è questa console? I profili sono diversi. Iniziamo dai puristi che potrebbero essere gli unici a storcere il naso: secondo Pramod Somashekar, collezionista e analista hardware tra i più rispettati della comunità Neo Geo, eventuali bug della console non sarebbero correggibili via aggiornamenti perché restano impressi nel silicio. Dall’altra parte, c’è un segnale che vale la pena pesare: Furrtek, figura di riferimento nel reverse engineering Neo Geo e coinvolto direttamente nel progetto, ritiene che questo hardware abbia il potenziale per essere il migliore prodotto da quando SNK ha smesso di farne. Poi ci sono i collezionisti, che probabilmente hanno già la console originale in teca con le cartucce perfettamente inscatolate. L’AES+ potrebbe diventare un oggetto da avere comunque: per le versioni arcade stick e controller wireless con ricarica USB-C che funzionano anche sull’hardware originale, o per la retrocompatibilità con le sue cartucce su un display moderno tramite hdmi nativo, senza adattatori né lag.

C’è poi il pubblico arcade – certamente over quaranta – che la console non l’ha mai avuta ma i giochi li ricorda benissimo grazie alle sale arcade. Nel 1991 la versione casalinga del Neo Geo sfiorava tranquillamente il milione di lire: tra importazioni e conversioni dell’epoca erano cifre astronomiche, irraggiungibili per quasi tutti. Oggi, con un investimento più contenuto, puoi finalmente mettere le mani su qualcosa che nel 1991 era semplicemente fuori portata. E i gamer di oggi? Ci sarebbero anche loro e si tratta di un pubblico che ha imparato, a posteriori, ad amare sprite enormi e la pixel art densissima dei giochi SNK. Per loro l’AES+ è un oggetto da collezionisti contemporanei, quasi un’icona.
I possibili acquirenti ci sono, insomma, ma il mercato è quello giusto? Negli ultimi anni il retrogaming ha attraversato una trasformazione profonda: da hobby di nicchia a mercato con logiche proprie, prezzi fuori controllo e una tensione costante tra esperienze autentiche e accessibili a tutti. Le console originali costano cifre importanti. Se cerchiamo una AES in buono stato con qualche gioco è facile trovarla sui tremila euro. I progetti FPGA – come Analogue – hanno democratizzato l’accesso alla fedeltà hardware, ma rimangono strumenti per entusiasti. In questo scenario, l’AES+ occupa un posto chiaro: è la console che si avvicina di più all’esperienza originale, in un bundle totalmente chiavi-in-mano.

C’è qualcosa di controintuitivo nell’idea di ricostruire dal nulla un hardware del 1990, di fondere nuovi chip per far girare giochi che hanno trentacinque anni. Certi oggetti tecnologici hanno un valore culturale che sopravvive alla loro funzione originale e che vale la pena tenere in vita non in forma di emulazione, ma come oggetto fisico, che ha un inconfondibile peso, rumore e ingombro. Quando arriverà a novembre, il Neo Geo AES+ ci dirà qualcosa che non sappiamo ancora di noi: se siamo davvero disposti a pagare per un’esperienza autentica, o se – in fondo – ci basta semplicemente l’idea di poterla avere.



