Al giorno d’oggi siamo letteralmente invasi da bullet heaven e roguelite, generi che hanno sfornato negli ultimi anni diversi esponenti, rendendo sempre più complesso, per un prodotto di quel tipo, distinguersi e trovare una sua vera identità.
Yet Another Zombie Survivors cerca di ritagliarsi il suo spazio con un estro che non punta a reinventare il genere ma che, consapevole della sua natura fortemente ripetitiva, ne fa il suo principale punto di forza.

Sviluppato e pubblicato da Awesome Games Studio, autori di Fury Unleashed, Yet Another Zombie Survivors esce dall’Early Access dopo quasi tre anni ed è ora disponibile per tutte le piattaforme.
Parliamo di un classico del genere bullet heaven: fuoco automatico, orde di nemici sempre crescenti, diverse arene, svariati potenziamenti e ricompense sparse nella mappa. Un sistema che ormai sa di già visto, eppure capace di risultare immediatamente magnetico, e di rubare ore e ore di gioco senza che ce ne si accorga.
La partita inizia in medias-res nei panni di uno sopravvissuto durante un’apocalisse zombie; durante la partita potremo reclutare altri survivor, fino a creare un team di tre. Si raccolgono potenziamenti dai nemici caduti per aumentare di livello e, a ogni level up, è possibile sceglierne uno per l’intera squadra. Nel gioco sono presenti diversi personaggi, con identità e caratteristiche precise: il tank che resiste a ogni colpo, l’arciere in grado di scagliare attacchi dalla distanza, il medico che aiuta tutto il team e molti altri. Ognuno ha abilità uniche, potenziabili nello skill tree personale, che si sblocca solamente dopo aver accumulato esperienza con quello specifico personaggio.

L’ultima fatica di Awesome Games Studio cerca di sfoggiare una sua personalità attraverso la meccanica del team, che può sembrare semplice ma infonde spessore e strategia al gameplay, trasformandola nel cuore pulsante dell’opera. Il sistema di reclutamento è infatti il punto centrale del titolo: le abilità dei personaggi si possono combinare tra loro dando vita a configurazioni offensive devastanti, in grado di restituire freschezza e ritmo a ogni run.
Scegliere con accortezza ogni componente della squadra è anche la parte più ruolistica del prodotto. Non si tratta di selezionare solamente il personaggio con le caratteristiche migliori o il livello più alto, ma è fondamentale accoppiare ogni soldato per creare una sinergia totale. Questa meccanica di gestione del gruppo aggiunge profondità e stratificazione al gameplay, permettendo al titolo di emergere davvero dalla massa.
Ogni potenziamento durante la run è in grado di cambiare l’alchimia del team, nel bene o nel male, e ci costringe a ragionare su ogni singola decisione. Basta un upgrade sbagliato o un oggetto scartato per compromettere una partita quasi perfetta in pochissimo tempo. Vien da sé che il giocatore debba vestire i panni di un vero e proprio comandante di plotone: prendere decisioni immediate, scegliere come spendere le risorse e analizzare quale soluzione può aiutarlo a sconfiggere più efficacemente l’orda che si para davanti a lui.

Il titolo di Awesome Games Studio propone cinque diverse mappe e modalità di gioco, vari livelli di difficoltà e missioni a obiettivi. Ognuna di queste varianti può essere scelta quasi singolarmente, creando ogni volta una run in base alle necessità del giocatore.
Si va da città abbandonate a zone desertiche, passando per insediamenti militari e foreste spettrali. Ogni ambientazione porta con sé piccole variazioni, come nemici diversi, mostri da evitare, sabbie mobili e molto altro.
Come da prassi del genere, non c’è nessuna storia che dia il pretesto per iniziare una carneficina, ma i ragazzi e le ragazze del team hanno introdotto un hub centrale dove è possibile potenziare i personaggi, visualizzare le missioni e assistere a qualche dialogo tra i sopravvissuti. Questo campo base restituisce un po’ di contesto al gioco e ci fornisce anche un’infarinatura generale sulla backstory dei personaggi. Nulla di trascendentale, ma si tratta di una pausa piacevole tra una scorribanda e l’altra.

Esteticamente Yet Another Zombie Survivors non punta alla qualità massima o a modelli perfettamente definiti. Le ambientazioni sono molto essenziali e, diciamolo, non delle più originali. Nel suo insieme il comparto grafico è piuttosto derivativo, ma la pulizia e la semplicità sono funzionali al suo gameplay, e tanto basta.
Quando, durante le fasi più concitate, lo schermo viene invaso da proiettili, esplosioni, fiamme e soprattutto nemici, il gioco rimane fluido, ogni minaccia è perfettamente leggibile e non si ha mai la sensazione di star spingendo l’hardware al suo massimo. Non ho notato nessun calo nemmeno nelle mappe con migliaia di zombie, pur avendo giocato il titolo interamente su Steam Deck.
Il comparto sonoro rimane nell’ombra e risulta decisamente dimenticabile, in secondo piano rispetto al caos creato dal nostro team e dal suo arsenale. Ovviamente non mi aspettavo un capolavoro musicale alla Ocarina of Time, e credo non fosse nemmeno nei piani del team di sviluppo, ma nel complesso ho avuto l’impressione di un audio decisamente più fiacco della media.

Yet Another Zombie Survivors è un buon esponente del genere Bullet-Heaven e Roguelite. Il gameplay è immediatamente familiare e fluido, la gestione del team e la sua crescita è un elemento originale, e il suo game loop è capace di dare dipendenza.
Sicuramente non reinventa il genere, ma introduce una nuova meccanica che potrebbe donare ai fan del genere più di una soddisfazione. Insomma, se siete orfani di quel capolavoro di Vampire Survivors o avete già sviscerato ogni titolo del genere, Awesome Games potrebbe avervi regalato qualche altra spassionata (ma meritata) ora di divertimento.



