Castlevania – Belmont’s Curse (Anteprima)

Uno dei giochi più amati e osannati presenti alla Gamescom 2026 è stato senza ombra di dubbio Castlevania: Belmont’s Curse, ventiseiesimo capitolo del franchise nato su NES ormai quarant’anni fa. Sviluppato da Evil Empire, lo studio di Dead Cells e The Rogue Prince of Persia, il gioco si presenta in una forma davvero smagliante, con una veste grafica semplicemente irresistibile e un’esplorazione che, nei venti minuti della demo, è riuscita a conquistare tutti immediatamente.

L’entusiasmo generale attorno al titolo è assolutamente comprensibile, soprattutto considerando l’IP in questione, la qualità della sua esplorazione e una struttura che sembra da subito particolarmente gustosa, profonda e ricca di segreti, luoghi da scoprire e percorsi capaci di stimolare continuamente la curiosità del giocatore. Per quel poco che abbiamo provato, la meccanica del movimento sembra già calibrata alla perfezione e ci ha restituito immediatamente quella sensazione di fluidità e precisione che un Metroidvania contemporaneo dovrebbe necessariamente avere. Dal punto di vista estetico l’impatto degli ambienti è sorprendente, con una resa davvero splendida e capace di costruire un’atmosfera unica, mentre il character design dei personaggi non sempre sembra riuscire a mantenersi sullo stesso livello, risultando in alcuni casi meno convincente rispetto alla qualità del mondo che li circonda.

Tra le diverse meccaniche che la demo ci ha permesso di intravedere quella più interessante è legata ai tarocchi: sostanzialmente sconfiggendo i vari boss e personaggi più significativi che si incontrano lungo il percorso è possibile ricevere dei tarocchi che permettono al protagonista di assorbirne alcune qualità e acquisire così abilità o potenziamenti. Durante la demo abbiamo avuto solo un assaggio di questa meccanica, ma sarà certamente interessante capire come l’innesto di queste carte evolverà nel corso dell’avventura e, soprattutto, quanto le qualità sottratte ai nemici riusciranno a modificare lo stile di gioco, influenzando le meccaniche di combattimento e il modo in cui affrontare le diverse situazioni.

Le premesse, insomma, sono ottime, e il ritorno di un’IP storica come Castlevania non può che suscitare entusiasmo. Allo stesso tempo, però, è ancora tutto da dimostrare, soprattutto perché Belmont’s Curse arriva in un momento in cui il Metroidvania è diventato uno dei generi più inflazionati e più in voga degli ultimi anni: riuscirà quindi questo nuovo Castlevania a posizionarsi al livello di Hollow Knight o Silksong? Riuscirà a spingere sull’azione come Metroid Dread, o avere una personalità unica come Animal Well?

Venti minuti sono chiaramente troppo pochi per esprimere un giudizio definitivo, ma sono stati sufficienti per lasciarci con una voglia incredibile di continuare a giocare con questo titolo, in uscita il 15 ottobre 2026. Belmont’s Curse non sembra voler necessariamente reinventare il Metroidvania, ma possiede tutte le carte in regola per costruire un’esperienza estremamente affascinante, forte di un’esplorazione promettente, di una direzione artistica ispirata e di alcune meccaniche, come quella dei tarocchi, che potrebbero rivelarsi particolarmente interessanti nel gioco completo. Ora non resta che capire se queste ottime premesse saranno sufficienti per permettere a Castlevania di tornare davvero nell’Olimpo del genere.