Alien: Isolation 2 (Anteprima)

Dopo così tanto tempo dalla sua pubblicazione, forse avevamo perso le speranze di tornare sul mondo di Alien: Isolation. Eppure è un gioco che, dal 2014, è rimasto impresso nella memoria di chiunque l’abbia giocato: da una parte perché è stato forse il primo titolo davvero riuscito ambientato in quell’universo creato da Ridley Scott e H.R. Giger nel 1979; dall’altra perché è diventato quasi istantaneamente una vera e propria pietra miliare del survival horror.

Alien: Isolation presentava infatti un’intelligenza artificiale dell’Alien Xenomorfo che ha fatto scuola e storia, dando vita a quello che è ancora oggi uno degli apici, forse insuperati, nella gestione del comportamento e delle interazioni di un personaggio videoludico. Oltre a questo, a differenza di molti altri titoli tratti da quest’universo, il gioco presentava per la maggior parte del tempo una sola creatura, che non poteva essere combattuta. Questa meccanica richiedeva al giocatore di evitare gli scontri, nascondersi e trovare costantemente nuovi rifugi o vie di fuga.

Proprio per questo, negli anni successivi sono stati tantissimi i giochi che hanno provato in qualche modo a riprendere e rielaborare la formula introdotta da Alien: Isolation: dai due Outlast fino ad arrivare al più recente Resident Evil 9, soprattutto nella sua prima parte, sono diversi i titoli che hanno costruito un’esperienza basata sulla necessità di evitare lo scontro diretto con la minaccia, sfruttando l’ambiente, nascondendosi e cercando continuamente una via di fuga, riprendendo in maniera più o meno evidente alcune delle intuizioni che avevano reso Alien: Isolation un gioco così unico.

È anche per questo che, rispetto al nuovo capitolo, c’era un interesse era davvero incredibile. Alla Gamescom abbiamo avuto la fortuna di provare una demo di circa venti minuti che, pur essendo estremamente breve, ci ha permesso almeno di avere un primo assaggio di quello che ci aspetta. Dal trailer mostrato in occasione dell’annuncio avevamo ipotizzato che Alien: Isolation 2 avrebbe cercato di allontanarsi almeno in parte dalla struttura del primo capitolo. Se il gioco originale era infatti molto fedele all’immaginario cinematografico di Alien e costruiva gran parte della propria esperienza all’interno di astronavi e ambienti chiusi, il nuovo episodio sembrava voler ampliare sensibilmente le dimensioni del proprio mondo. Una delle novità più evidenti emerse dal trailer era infatti la presenza di ambienti esterni, una scelta particolarmente interessante considerando quanto l’immaginario di Alien sia sempre stato legato a spazi claustrofobici, corridoi stretti e ambientazioni prevalentemente al chiuso.

La demo che abbiamo provato alla Gamescom, però, corrispondeva alle prime fasi del gioco e, proprio per questo, non ci ha permesso di capire fino in fondo quanto questa dinamica sarà importante nell’economia dell’esperienza. Nei circa venti minuti a nostra disposizione vestivamo i panni della nuova protagonista e dovevamo esplorare gli interni di un’astronave appena naufragata, muovendoci attraverso i suoi ambienti e cercando di capire come proseguire, fino a quando la presenza dell’Alien Xenomorfo non trasformava improvvisamente l’esplorazione in una fuga. A quel punto, ancora una volta, l’obiettivo diventava quello di trovare un modo per uscire dall’astronave senza essere individuati, cercando di sfruttare l’ambiente e di evitare in ogni modo il confronto diretto con la creatura.

Da questo punto di vista, quindi, il gameplay è ancora in gran parte tutto da scoprire e la demo non era probabilmente abbastanza lunga da mostrare le vere novità che Alien: Isolation 2 sembra avere in serbo. Quello che però è bastato a capire, anche in un periodo di tempo così limitato, è quanto Creative Assembly sia riuscita ancora una volta a lavorare sull’atmosfera. Sono sufficienti pochi minuti per essere completamente catturati dall’ambientazione, dalla resa grafica e soprattutto da quella sensazione di pericolo costante che aveva caratterizzato il primo capitolo, con la consapevolezza che dietro ogni angolo potrebbe esserci lo Xenomorfo e che ogni rumore, ogni movimento e ogni ambiente possono nascondere una nuova minaccia.

Anche dal punto di vista tecnico la demo si è presentata come un’esperienza davvero impressionante, capace di restituire un livello di dettaglio e una resa dell’universo di Alien assolutamente incredibili. È ancora troppo presto, naturalmente, per dire quanto queste impressioni verranno confermate dal gioco completo e soprattutto se ci saranno sufficienti novità per rinnovare una formula che, già nel primo capitolo, sembrava aver raggiunto una sorta di equilibrio quasi perfetto. Ma questo primo approccio è stato comunque sufficiente per farci calare nuovamente, e quasi istantaneamente, all’interno di quell’atmosfera che avevamo imparato a conoscere nel 2014.