Another Eden Begins

Dimenticare le proprie origini mobile non è un’impresa semplice, soprattutto per un titolo nato come free-to-play. Another Eden Begins, forse sentendosi soffocato tra le mura di un semplice telefono, prova a compiere il grande salto, affacciandosi al mondo console e cercando di scrollarsi di dosso l’etichetta di semplice titolo da smartphone.

L’ultima fatica di Wright Flyer Studios non è altro che la trasposizione di un titolo per cellulare nato dalla penna di Masato Kato: autore legato a importanti produzioni nel panorama nipponico come Chrono Trigger, Chrono Cross e Xenogears. La musica è stata affidata a Yasunori Mitsuda, altra celebrità del genere JRPG, facendo di Another Eden Begins una piccola perla nascosta del genere.

La trama segue le vicende di Aldo e della sorella Feinne, rapita dal Beast King a causa di un misterioso potere innato. Lanciatosi al suo inseguimento, il protagonista viene catapultato 800 anni nel futuro da un’anomalia temporale. Da questo incipit nasce un’avventura ricca di mistero e colpi di scena che si dirama tra passato, presente e futuro, intrecciando eventi apparentemente scollegati ma capaci di segnare le sorti dell’universo.

Parliamoci chiaro: non siamo di fronte a una scrittura rivoluzionaria; si tratta di poco più del classico pretesto per iniziare il “viaggio dell’eroe”, però il racconto è costruito con solidità e buon ritmo, ed è capace di sostenere con efficacia l’intero avviamento dell’avventura.

Another Eden Begins si presenta nel suo combat system con il classico sistema a turni tipico di questo genere, decisamente intuitivo da comprendere ma profondo e appagante da padroneggiare.

La scelta dei personaggi, dei potenziamenti e delle sinergie diventa fondamentale per creare una squadra coesa e in grado di affrontare tutte le vicissitudini fino ai titoli di coda. La presenza di svariati eroi nel nostro roster ci incoraggia a sperimentare diverse combinazioni, cercando di assemblare al meglio le caratteristiche di ogni componente. Il giocatore ha la facoltà di modificare armi, potenziamenti, attacchi speciali e l’alchimia dei diversi membri del team. Questo permette di creare infinite possibilità e di poter adattare ogni singola caratteristica al proprio stile di gioco.

A differenza della sua versione mobile, l’opera di Wright Flyer Studios questa volta ha inserito combo passive che si basano sulle sinergie del team, dando profondità a ogni singola scelta. È inoltre presente un attacco speciale che può essere attivato una volta riempita la barra apposita e sfruttando gli attacchi inflitti, permettendo di concatenare diverse combo consecutive.

Il giocatore schiera quattro combattenti in prima linea e può averne altrettanti come riserva. Le due squadre si possono alternare durante gli scontri, aumentando così il numero di possibilità e di combinazioni letali.

L’aspetto che convince di più della produzione è proprio il suo gameplay: divertente e appagante, una volta comprese del tutto le sue dinamiche. La profondità delle build e la varietà di possibilità rendono infatti il titolo malleabile e adattabile pressoché a ogni stile di gioco.

L’opera è sostenuta poi da una progressione bilanciata e tutt’altro che banale. Non si ha mai la sensazione di essere troppo forti o sottolivellati per una determinata situazione di gioco; anzi, si percepisce che ogni errore è frutto di una costruzione del team non ottimizzata al cento per cento.

Il level design lascia invece un pò l’amaro in bocca: le mappe risultano fin troppo lineari e ben lontane dal regalarci quel senso di scoperta ed esplorazione a cui i migliori esponenti del genere ci hanno ormai abituato. Peccato per questo aspetto: perdersi per ore nel mondo di gioco è, in fondo, una delle meraviglie tipiche dei titoli ruolistici del Sol Levante.

Un’altra sbavatura di Another Eden Begins è la sua estrema verbosità: probabilmente i puristi del genere vorranno mettermi in croce per questa affermazione, ma ho sempre trovato in questa categoria di giochi i dialoghi fin troppo ridondanti e prolissi. Una forzatura che sembra voler diluire di proposito le interazioni tra i personaggi. Capisco perfettamente che si possa trattare di una cifra stilistica, ma proprio non riesco a non immaginare quanto sarebbero più credibili gli scambi di battute senza inutili giri di parole volti ad aumentarne la longevità.

Inoltre manca la localizzazione in italiano: non mi sento di definirlo un vero e proprio difetto, ma per un titolo ricco di dialoghi e contenuti narrativi, la cosa potrebbe far storcere il naso a chi non mastica un minimo d’inglese.

Dal punto di vista visivo, l’opera sfoggia sfondi 2.5D meravigliosi, colorati e profondi, capaci di donare immersività a ogni scenario. Peccato per una leggera rigidità nelle animazioni 3D dei personaggi e dei modelli in generale, soprattutto durante l’esplorazione del mondo.

Il comparto audio convince decisamente di più, accompagnando l’avventura in modo piacevole e creando un’atmosfera profonda e sfaccettata. La presenza di Yasunori Mitsuda si percepisce in ogni effetto sonoro, riuscendo a dare ritmo anche alle fasi meno concitate.

Another Eden Begins dimostra come alcuni titoli nati su smartphone meritino una seconda vita su console e PC. Pur con i limiti fisiologici del suo formato nativo, l’opera di Wright Flyer Studios riesce a intrattenere per diverse ore grazie a un ottimo combat system e a una narrativa riuscita.

Si tratta quindi di un buon JRPG, con un gameplay solido che pesca dai classici del genere, introducendo qualche piacevole innovazione. A parte qualche occasione sprecata, il titolo si fa giocare con un certo gusto, anche se, con qualche attenzione in più, chissà cosa sarebbe potuto diventare.

3.5