Easy Delivery Co.

Se il gameplay loop più rilassante dell’anno fosse quello di un fattorino della gig economy? Un gatto, un kei truck giapponese, una mappa innevata, il cozy che diventa qualcosa di più per merito di alcune interessanti idee narrative. Parliamo di Easy Delivery Co. pubblicato a fine 2025, sviluppato in solitaria da Sam C. e pubblicato su Steam, Xbox, Playstation e Switch da Oro interactive a 12.99 euro. È stato ultimamente anche inserito nel Game Pass, che ne ha indubbiamente ampliato la diffusione e che ci ha fatto arrivare in qualche modo a questa recensione. Questa volta rigorosamente in compagnia di Steam Deck. 

Il gameplay è essenziale: accetti un lavoro di consegna, vai al punto di carico, sistemi i pacchi sul cassone (ricorda di chiuderlo), raggiungi la destinazione, ricevi i soldi. Stop. Non c’è altro da fare, almeno apparentemente. Non c’è un GPS che ti indica la strada attraverso una linea fluorescente, non c’è una freccia che ti accompagna passo per passo verso il goal. Ci sono solo i cartelli stradali e, soprattutto, la tua memoria. Ti perderai, sbaglierai strada, tornerai indietro, brucerai benzina inutilmente, e alla fine imparerai a riconoscere il bivio per Easton e l’Easy Mart. È una forma di apprendimento spaziale che molti videogiochi contemporanei hanno quasi del tutto abbandonato, sostituendola con icone e marker. Riscoprirla in un piccolo gioco indie mi ha esaltato parecchio.

La fisica dei pacchi aggiunge poi quel briciolo di tensione utile a rendere ogni consegna interessante. Se prendi una curva troppo stretta le scatole scivolano, cadono, si sparpagliano sulla neve. Non è punitivo: basta uno degli oggetti per completare la consegna, ma è abbastanza da costringerti a guidare con attenzione. In portabilità, come dicevo, il gioco dà davvero il suo meglio: perfetto per sessioni da mezz’ora, da infilare tra una cosa e l’altra.

Sotto la superficie morbida del cozy game, del kei truck e dei gatti commercianti, si nasconde però qualcos’altro: il silenzio e la solitudine. Non vedrai mai nessuno aprire una porta. I commercianti ti scambiano per qualcun altro – un certo Seb – e a forza di sentirne il nome inizi a chiederti dove sia finito il tuo predecessore. I dialoghi diventano stranamente ripetitivi, come se la simulazione cominciasse a incrinarsi. Le tempeste si fanno più frequenti. Il freddo morde.

L’estetica low-poly aiuta moltissimo. I modelli sono spigolosi, in stile PSX, ma la palette cromatica e l’illuminazione richiamano Silent Hill: quella nebbia densa che limita la visibilità e ti costringe a guidare quasi a vista. La neve è ovunque. Il calore arriva solo da due fonti: i fari del furgoncino e l’interno di una casetta di montagna. Restare al caldo è un obiettivo concreto: trattenersi troppo in strada – invece – ci farà congelare.

Easy Delivery Co. è un titolo profondamente artigianale: una direzione artistica chiara e una visione che non vacilla nelle 4 o 5 ore di gioco. La radio di bordo offre oltretutto ventuno tracce originali tra lo-fi, drum and bass e jungle, e quindi scegliendo la stazione giusta mentre si guida ogni viaggio può diventare anche una piccola scoperta sonora. E poi il rumore del motore del kei truck, i pacchi che vibrano nel cassone, il crepitio della neve sotto le ruote: il sound design dialoga con ciò che vedi a schermo costruendo un’atmosfera inquietante che ci lascia sempre con qualche domanda.

Easy Delivery Co. resta in testa perché un solo sviluppatore ha avuto un’idea precisa e l’ha portata a termine senza compromessi, senza riempire il gioco di meccaniche inutili, senza inseguire le mode. Resta in testa anche perché trasforma il lavoro più alienante della contemporaneità – la consegna a cottimo, i rider che affollano le nostre città rischiando la vita per pochi spicci – in un’esperienza meditativa, quasi terapeutica.

È paradossale, in tutto questo, ripensare a quando Death Stranding di Kojima venne definito il “Bartolini simulator” da chi aveva capito poco o niente di quel gioco. Anche qui la consegna viene nobilitata come gesto narrativo. E in qualche modo, in piccolo, funziona altrettanto bene. Se cercate qualcosa da accendere in portabilità mentre fuori piove – sia su console che su PC – Sam C. ha costruito esattamente quello che vi serve.

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