Rayman non ha certo bisogno di presentazioni. Nato dalla mano di Michel Ancel, fece il suo primo debutto nel 1995, proprio al lancio della prima PlayStation in Europa, diventando a tutti gli effetti uno dei giochi di lancio durante il primo passo di Sony nel mondo dei videogiochi.
Per una console che segnava il primo vero passaggio al 3D, Rayman proponeva ancora uno sguardo al passato, ma lo faceva con una qualità raramente vista prima per un platform 2D a scorrimento.

Non a caso, per quanto possiate non ricordarvi, il gioco sfruttava pienamente la console di Sony e metteva in crisi anche i PC del tempo. Rayman giocava infatti su tantissimi livelli di parallasse: dalle nuvole, alle nebbie, alla pioggia, restituendo quindi, per l’epoca, un piacevole effetto di prospettiva che, unito ai colori, all’arte e alle musiche in alta qualità, non aveva niente da temere contro i primi giochi 3D che provavano a mostrare i muscoli.
Da lì il brand si è ritagliato un posto nel cuore degli appassionati e, nonostante due, a mio avviso, non proprio straordinari capitoli in 3D, tra il 2011 e il 2013 escono rispettivamente Origins e Legends, che fanno entrare Rayman dalla porta principale nella hall dei migliori platform 2D di tutti i tempi.
Com’è possibile che, dopo tredici anni e tre generazioni di console, Ubisoft non sia riuscita a regalarci nulla di nuovo? Forse guai finanziari interni? Forse alcuni episodi poco piacevoli dentro Ubisoft che hanno costretto il suo creatore a lasciare la civiltà e ad abbracciare una vita ascetica lontano dalla società?

Questo non ci è dato proprio saperlo, ma Rayman Legends Retold sembra chiaramente un nuovo inizio e non un piccolo contentino per i pochi (ma forse non così pochi) rumorosi giocatori che chiedevano un seguito a squarciagola.
Legends Retold non è un vero e proprio nuovo capitolo: è meno di un remake / reboot ma molto di più di una remaster HD per le nuove generazioni.
Il gioco, infatti, ripercorre i livelli presenti in Legends ma dandogli… diciamo più profondità. Perché, abbandonati i molteplici livelli di parallasse, Rayman Legends Retold acquista letteralmente profondità 3D. Ovvero, i “piatti” livelli che abbiamo giocato su Wii U, e poi su PS4, e poi anche su PS5, sono stati totalmente ricostruiti e modificati con prospettiva 2.5D e grafica completamente in 3D.

Ed essendo passati ben tredici anni, possiamo dire serenamente che le immagini che scorrevano a schermo durante la nostra prova di quasi quaranta minuti non potevano riproporre meglio ciò che avevo già giocato e rigiocato, e che non pensavo avrei avuto così tanta voglia di esperire ancora una volta.
Tutti questi nuovi dettagli e punti di vista, dovuti ad una telecamera inedita, hanno quasi ingannato la mia memoria, dandomi l’impressione di giocare a dei livelli effettivamente nuovi di zecca. Così ovviamente non è, dato che alcune parti decisamente iconiche e riconoscibili sono ancora ben fisse nella mia mente, ma così tanta cura in questo “restauro” next gen non può che essere apprezzata.
La demo per noi disponibile permetteva inoltre di dare uno sguardo anche alle novità. Tra le tante era giocabile anche uno dei livelli nuovi nello stile di Panzer Dragoon. A cavallo di uno dei tanti draghi che saremo soliti incontrare o sfidare nel gioco, affronteremo livelli in profondità evitando ostacoli e sparando palle infuocate a nemici. Questi livelli, inoltre, presentano anche sezioni a scorrimento laterale, alla Gradius per intenderci, che pensavamo fossero solo delle piccole aggiunte e che invece sono veri e propri stage a tutti gli effetti.

Come ciliegina sulla torta, abbiamo potuto anche giocare un inedito livello musicale a tema Macarena; inutile dire quanto i livelli musicali siano sempre stati la parte più dolce di ogni mondo affrontato in Rayman Legends. Il gameplay, cuore pulsante di Rayman, rimane qui intatto nel suo straordinario piacere come lo era stato nel 2013. Non è un platform pixel perfect, ma sa essere divertente, scanzonato, caciarone e coinvolgente dall’inizio alla fine, con i suoi personaggi strampalati, i suoni ambientali ormai diventati iconici e così tanti colori da far strabordare le bianche tavole da disegno dei nostri occhi.
Non possiamo dire di non essere usciti estremamente soddisfatti dalla nostra prova della Gamescom, con più voglia che mai di giocare il titolo che uscirà il primo ottobre di quest’anno. Non ci è dato sapere esattamente quanti nuovi contenuti ci saranno (sicuramente ci sarà un nuovo mondo con nuovi livelli, un boss e un livello musicale), ma tra tutte le piccole aggiunte sarà difficile scindere bene tra contenuti nuovi e contenuti restaurati.

Mi rimane solo un piccolo interrogativo in testa: come mai questo tipo di operazione? Serve per tastare il terreno su quanto Rayman sia rilevante nel panorama videoludico? Si era per caso iniziato a lavorare su un nuovo capitolo e poi, a metà del lavoro, si è deciso di virare sul recuperare tutti i vecchi contenuti per abbassare i costi di sviluppo? Probabilmente non lo sapremo mai, ma per quello che abbiamo visto fino ad adesso, anche se avete giocato e approfondito l’originale Legends del 2013, questo Retold fa un lavoro così elegante su quello che conoscevamo che vale decisamente la pena riprenderlo in mano e goderselo esattamente come un prodotto nuovo di pacca.



